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ASSOCIAZIONE PROVINCIALE PICCOLA
INDUSTRIA ARTIGIANATO di BELLUNO

A.P.P.I.A. - Associazione Provinciale Piccola Industria e Artigianato

È una libera organizzazione tra gli imprenditori della provincia di Belluno che rappresenta e tutela dal 1945, tra le prime in Italia, gli interessi dell’artigianato e delle piccole e medie imprese. È autonoma da qualsiasi organizzazione politica sociale ed economica.
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la NOSTRA STORIA

belluno

L’A.P.P.I.A. viene fondata a Belluno, con atto n. 11264 del notaio Agostino Pierobon, il 17 ottobre 1945 da 13 artigiani; questi i loro nomi:
Bovolato Angelo – meccanico, Grasselli Ferruccio – panettiere, Curti Pietro – parrucchiere, Peterle Giovanni – falegname, Ferigo Luigi – falegname,
De Marco Aldo - lattoniere, Cason Giuseppe – Idraulico, Pisciutta Felice – pittore decoratore, Tumolillo Eduardo – sarto, Da Rolt Arturo – elettromeccanico, De Donà Guido – meccanico, Brino Angelo – falegname, Zancristoforo Bortolo – calzolaio.

Affermata l’apartiticità dell’Associazione, sono così definiti fin da allora i suoi scopi principali:

  • Tutelare in ogni campo gli interessi dell’artigianato;
  • Coordinare le diverse categorie di mestiere;
  • Studiare ed elaborare azioni sindacali;
  • Sviluppare la cooperazione;
  • Organizzare i servizi fiscali, legali, contrattuali a favore delle aziende associate.


Fondata con lo scopo di tutelare gli interessi generali dell’artigianato e di organizzare i diversi mestieri, fu fin da allora una organizzazione autonoma nei confronti di altre associazioni imprenditoriali e rispetto ai partiti politici e ai sindacati dei lavoratori.

Dall’Atto costitutivo

Art. 4

L’Associazione ha carattere unitario, democratico ed assolutamente indipendente sia dalle influenze della Associazione Industriale sia da quelle della Confederazione Generale del Lavoro, con le quali due associazioni vuole porsi su di un piano di assoluta parità.

Uno dei primi impegni dell’Associazione fu la regolamentazione dei rapporti di lavoro tra l’azienda artigiana e i propri dipendenti, cosicché già nel 1947 fu sottoscritto il primo regolamento per gli apprendisti dipendenti di ditte artigiane della provincia di Belluno e, nel 1951, il primo contratto di lavoro per gli addetti degli artigiani.

Lo statuto dell’A.P.P.I.A. esalta anche l’importanza dell’associazionismo ed è nel 1953 la costituzione della Fondazione Provinciale Incremento e Sviluppo Attività Artigiane, prima cooperativa fra artigiani istituita in provincia di Belluno.

Divisa, nella seconda metà degli anni ’50, l’Associazione ha recuperato artigiani e credibilità e rafforzato la sua immagine con l’adesione, nel 1966, alla Confederazione Nazionale dell’Artigianato e con la costituzione, nel 1969, del Comitato Regionale Veneto della C.N.A.

Impegno fondamentale dei gruppi dirigenti non è stato solo quello di elaborare i problemi sindacali della categoria, ma anche di essere di aiuto quotidiano per risolvere le esigenze delle aziende.
In tale direzione è sempre stata data la massima attenzione alla crescita dei servizi, sia in quantità che qualità e diffusione territoriale.

Così sono sorti i mandamenti di Agordo, Cortina d’Ampezzo, Feltre, Pieve di Cadore e Santo Stefano di Cadore, oltre ad aver aperto recapiti a Canale d’Agordo, Mel, Lamon, Forno di Zoldo e, da ultimo, con l’acquisto di una nuova sede operativa a Pieve d’Alpago.

Ma l’impegno dell’Associazione non si è limitata ai problemi specifici degli artigiani. Essa si è battuta in una visione più generale della società, la difesa del territorio, la rinascita e lo sviluppo delle zone montane.

Congresso e Assemblea


Il Congresso, in seguito sostituito, nello Statuto, dalla Assemblea dei Soci, è sempre stato momento fondamentale della vita democratica e la forza dell’Associazione.
Nelle Assemblee i soci eleggono in forma diretta e democratica i loro dirigenti e, attraverso di essi, sono tracciate le linee fondamentali e programmatiche ed indicati i problemi per lo sviluppo della categoria e della società.

Anni ‘50


Gli anni ’50, con il ritorno alla democrazia, sono stati contrassegnati da rivendicazioni di carattere generale tese ad assicurare anche agli artigiani l’assistenza mutualistica obbligatoria e la pensione, nonché il riconoscimento giuridico dell’imprenditoria minore sfociato successivamente nell’approvazione della Legge 860 del 1956.
Importante per l’artigianato della montagna fu inoltre la normativa “Provvedimenti in favore dei territori montani”, che codificò il ruolo fondamentale dell’artigianato per lo sviluppo dell’economia montana.
Vengono approvate le prime norme per l’accesso al credito agevolato alle aziende artigiane e la regolamentazione del rapporto di lavoro per i giovani apprendisti (1955).
Nella seconda metà degli anni ’50, il movimento artigiano bellunese viene diviso con la nascita di una seconda Associazione.

Anni ‘60


I Congressi degli anni ’60 hanno visto gli artigiani impegnati soprattutto su problemi fiscali (esenzione e riduzione dell’I.G.E., accordi per definizioni concordatarie in base a parametri fissi con gli Uffici Imposte Dirette per le piccole imprese artigiane).
Vengono sviluppate inoltre le attività promozionali e della cooperazione, rivendicate ed ottenute riduzioni delle tariffe elettriche.
Gli anni ’60 sono purtroppo anche stati caratterizzati dal disastro del Vajont (1963) e dalle alluvioni del 1966.

Anni ‘70


Negli anni ’70, la società e l’economia bellunese risentono negativamente dei carenti e mancati interventi legislativi e finanziari dell’Ente Regione a favore di territori montani.
Contemporaneamente la provincia è penalizzata rispetto alle provvidenze attuate nei settori economici delle Regioni limitrofe del Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia.
L’Associazione pone la necessità di una legislazione specifica per i territori montani e di un rilancio del movimento per lo sviluppo della montagna, tesi ribadite con forza al mondo politico e sociale anche nel corso delle celebrazioni del trentennale della sua costituzione.
In questo periodo l’A.P.P.I.A. si batte per lo sviluppo della viabilità, soprattutto di collegamenti della provincia con le zone limitrofe, è favorevole alla costruzione dell’autostrada e chiede la disponibilità per il bellunese, defraudato dagli impianti idroelettrici, di energia alternativa, proponendo l’immediata estensione del gasdotto in provincia.
Il problema degli insediamenti produttivi investe l’artigianato. L’Associazione assume una posizione favorevole, mettendo in evidenza la necessità, per le zone montane, dello sviluppo economico e vitale delle frazioni in alta quota per impedire lo spopolamento e il degrado della montagna.
Negli anni ’70 l’Associazione sviluppa tutti i servizi di carattere tecnico, fiscale e legale, attraverso la costituzione di specifici organismi.
Viene istituito a Belluno il Patronato E.P.A.S.A.  per l’assistenza degli artigiani.
Prendono corpo le iniziative contro il lavoro nero e l’abusivismo.
In sede nazionale, le rivendicazioni della categoria portano ad avere l’assistenza medica generica, l’estensione al credito di esercizio e all’acquisto delle scorte dei finanziamenti agevolati Artigiancassa.

Anni ‘80


Gli anni ’80 vedono una positiva crescita degli organismi finanziari, economici e collaterali dell’Associazione quali la Fondazione Incremento e Sviluppo Attività Artigiane e la Cooperativa di Garanzia.
E’ costituito il ConFidArt, Consorzio di Garanzia collettiva per l’ottenimento di linee di credito agevolato agli artigiani.
Viene finalmente approvata la legge quadro per l’artigianato, nella quale è confermato l’autogoverno della categoria, è aumentato il limite dimensionale dei dipendenti, l’obbligatorietà dell’iscrizione all’Albo e la delega alle Regioni per i provvedimenti attuativi della legge stessa.
L’Associazione sviluppa inoltre, agli inizi degli anni ’80, l’attività sindacale, particolarmente in direzione della riforma pensionistica, dell’apprendistato e del fisco.

Anni ‘90


...e la storia continua...

Periodico “L’ARTIGIANO BELLUNESE”

Nel 1951 viene fondato “L’Artigiano Bellunese” organo ufficiale di informazione dell’Associazione.

Nel corso degli anni, “L’Artigiano Bellunese” ha modificato la propria testata, cercando di mantenere comunque costante l’informazione al mondo artigiano sia dal punto di vista politico-sindacale che tecnico-amministrativo.
In particolari momenti, il periodico ha svolto un’azione di lotta contro la divisione e a favore dell’unità della categoria.
“L’Artigiano Bellunese” ha trattato, seguendo le indicazioni congressuali, problemi generali e specifici non solo degli artigiani, ma anche dell’economia provinciale.

Adesione alla CNA


Il XIX congresso del 1966 approva l’adesione ufficiale dell’Associazione alla C.N.A. – Confederazione Nazionale dell’Artigianato.
Nel 1969, con l’apporto determinante dell’A.P.P.I.A., viene costituito il Comitato Regionale Veneto della C.N.A., con la nomina a primo Presidente regionale del nostro Presidente Provinciale cav. uff. Armando Da Roit.
Armando Da Roit diventerà negli anni ’70 Vice Presidente nazionale della C.N.A. e Presidente nazionale del Patronato E.P.A.S.A.
L’ASEDIONE DELL’Associazione alla Confederazione Nazionale ha portato l’A.P.P.I.A. ad inserirsi nelle lotte rivendicative della categoria, con la sua partecipazione a manifestazioni, convegni, dibattiti e iniziative sindacali.
Dall’adesione alla C.N.A., l’A.P.P.I.A. ha acquisito un apporto di esperienze positive valorizzando la sua immagine.

Contratti di lavoro


Già il 23 aprile del 1947, veniva sottoscritto, tra l’A.P.P.I.A. e la Camera Confederale del Lavoro, la prima regolamentazione per gli apprendisti dipendenti da ditte artigiane della provincia di Belluno.
In essa venivano definiti alcuni princìpi base, che saranno poi codificati dalle leggi successivamente approvate dallo Stato, quali la durata dell’apprendistato e il trattamento economico.
Già allora veniva valorizzata l’importanza della formazione professionale con addestramento pratico e la frequenza ai corsi.
Nel 1951 veniva sottoscritto, tra l’A.P.P.I.A., il Comitato Piccola Industria e Artigianato, l’Unione Sindacale Provinciale e la Camera Confederale del Lavoro, il primo contratto provinciale per addetti dipendenti dalle aziende artigiane della provincia di Belluno, accordo che ha precorso di molti anni i contratti nazionali per l’artigianato.

Sede provinciale


La prima sede di proprietà dell’Associazione fu quella di via Ripa a Belluno (presso il Palazzo Crepadona), acquistata dalla Fondazione Incremento e Sviluppo Attività Artigiane.
Questa sede viene inaugurata nel settembre 1956 dal Ministro del Lavoro, on. Vigorelli.
Nei primi anni ’70 la sede di Via Ripa viene progressivamente ampliata passando dai primi due locali iniziali ad una strutturazione su due piani con sette vani.
Nel 1977 avviene il trasferimento in via San Gervasio, nell’attuale Sede acquistata in proprietà dalle strutture dell’Associazione con il contributo delle aziende artigiane associate.

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